Storia di Tuscania
La Storia di Tuscania è ricca e complessa, attraversata da periodi storici e civiltà che l’hanno resa una città importante e ricca di testimonianze giunte fino a noi.
Tuscania è una cittadina situata su un piccolo rilievo lungo la riva destra del fiume Marta, emissario del lago di Bolsena. Tale collina fu scelta dagli Etruschi proprio perché era ricca di sorgenti, protetta dai dirupi scavati nel corso di millenni dallo scorrere del fiume e dei torrenti che lo contornano: Marta, Maschiolo, Capecchio, 7 Cannelle, Fossaccio. Quasi il colle fosse un piccolo sole, e le acque i suoi raggi.
I reperti che impreziosiscono il nostro Museo Archeologico Nazionale ricordano che Tuscania fu un’importante città interna, e i corredi rinvenuti nelle numerose tombe testimoniano il benessere delle sue famiglie aristocratiche. L’abitato attuale è di aspetto medievale, con una cinta muraria completa e restaurata con le sue merlature ghibelline, con le sue torri di difesa e le sue porte.
Storia di Tuscania: la dominazione romana
Con la dominazione romana le città etrusche cominciarono a decadere, ma Tuscania, attraversata dalla Via Clodia, riuscì comunque ad espandersi. Questa via consolare, giunta sotto le mura, si ripartiva in due diramazioni: una proseguiva attraverso l’Etruria e l’altra tagliava a metà il colle della Civita. Il successivo sviluppo urbanistico apportò un ampliamento della cinta muraria della città, che da allora non comprese più soltanto la Civita, ma anche il Colle di Rivellino e di Poggio Fiorentino.
Storia di Tuscania: le invasioni barbariche e i longobardi
Durante le invasioni barbariche Tuscania subì danni e devastazioni e con la calata dei longobardi entrò a far parte del Ducato di Spoleto. Liberata, tornò allo Stato della Chiesa. Pur essendo al centro della diocesi, la sua vita agricola prendeva le direttive dalla Abbazia di San Salvatore e da quella di Tolfa.
Tra il X e l’XI sec. la città vive momenti di disordine: subisce i contraccolpi della “lotte per le investiture” ed è continuamente in bilico tra la dominazione della Chiesa e quella dell’Impero. Nel 1081 è assediata dalle truppe di Enrico IV.
Storia di Tuscania: la ripresa del commercio
A partire dalla seconda metà dell’XI sec. le condizioni di vita migliorarono per tutti: il commercio riprese vigore e nacque una nuova classe sociale, la borghesia, composta da artigiani e facoltosi commercianti. Anche la vita politica subì notevoli cambiamenti e nacquero i Comuni, protetti inizialmente dal vescovo-conte, poi sempre più autonomi.
Tuscania non aveva allora una classe borghese attiva e la sua economia era prevalentemente agricola. La Via Clodia perse d’importanza a vantaggio della via Cassia, il cui percorso favoriva il castello di Viterbo. Infatti è in questo secolo (1095) che Viterbo assumendo sempre maggiore rilevanza, diventa Comune.
Storia di Tuscania: espansione territoriale e assetto urbanistico
Ancora nel IX sec. Tuscania aveva lo stesso aspetto che aveva in epoca romana: era difesa da alte rupi e dalla valle del fiume Marta, ma a Nord a difenderla c’era soltanto Riuscello, sovrastato dai tre colli di Montascide, San Pellegrino e Cavaglione. Attorno al mille i tuscaniesi, per difendersi, dovettero costruire attorno ai tre colli le mura e tre castelli, per prevenire gli attacchi da Nord. Per qualche tempo non vi furono costruite case, ma più tardi cominciarono a sorgere le abitazioni e le chiese, e Tuscania raggiunse la sua massima estensione.
Nel XIII sec. la città era divisa in quattro quartieri: la Civita, i Castelli, Poggio Fiorentino e Valle. Vi erano sette porte delle quali sono rimaste solo due: quella di Montascide è rimasta l’unica originale. Ogni quartiere era diviso in contrade ed il comune, governato da un podestà, vantava complessivamente circa 5000 abitanti.
Il 2 Marzo 1240 Federico Il entrò personalmente a Tuscania dove le forze Ghibelline avevano preso il sopravvento. Nell’assedio a Viterbo fu aiutato da Tuscania stessa, e l’Imperatore, come riconoscimento, gli confermò l’uso del porto delle Murelle a Montalto.
E’ in questo secolo che il nome di Toscanella viene attribuito alla città, non in senso dispregiativo e neppure per l’esiguità del territorio, che allora era piuttosto vasto, ma forse proprio per distinguerla dalla Toscana, con cui il nome veniva confuso. Solo il dodici Settembre 1911 Vittorio Emanuele III dopo le insistenti richieste dell’amministrazione, le ridiede la denominazione attuale.
Storia di Tuscania: la sottomissione al Campidoglio
Nel 1300 Tuscania venne sottomessa dal Campidoglio e Roma inviò un rappresentante che aveva il compito di amministrare la città. Lo stemma del comune a croce bianca in campo amaranto insieme a quello di Roma “S.P.Q.R” si può ancora ammirare alle Sette Cannelle. Campanari: “la grande fonte del Butinale (la dissero delle sette Cannelle) ristorata in quei tempi (1300) …siccome a rimostranza del signoreggio che qui Roma teneva, accoppiati con gli antichi stemmi de Toscanesi vedi improntata delle superbe note S.P.Q.R….”
Nella prima metà del XIV sec. Tuscania, perduta la sua libertà comunale, ebbe anche un assetto urbanistico diverso da quello dei secoli precedenti: dai quattro primitivi quartieri è passata a tre terzieri. La cinta muraria risultava infatti troppo grande per essere difesa dalla popolazione, calata demograficamente (era arrivata a contare solo 3000 abitanti). Il quartiere della Civita era stato abbandonato, nonostante gli statuti prevedessero l’immunità fiscale per coloro che lo abitassero. Venne allora deciso di tagliarlo fuori dal perimetro della città, insieme a due ampie parti di quello di Valle, riducendo così la cinta muraria. La parte di mura che oggi prende il nome di Murrotto, venne distrutta e per ricongiungere le altre due si costruì una nuova cinta che racchiudeva il palazzo Comunale del Rivellino ed il convento di San Francesco. E’ questa la fortificazione che si ammira ancora oggi.
In Italia intanto si stava attuando il passaggio dal comune alla Signoria. Per Tuscania era comunque un periodo di decadenza, a cui concorsero i frequenti cambiamenti di governo, pestilenze, carestie e le innumerevoli lotte interne. Continue erano anche le incursioni dei capitani di ventura, condottieri che assumevano sotto il loro comando una serie di persone atte alle armi che, stipendiate, si mettevano al servizio del miglior offerente. Gli stessi cittadini pagavano volentieri una tassa pur di essere esonerati dal servizio militare. In questo periodo emerse un capitano di ventura: Angelo Broglio detto il Tartaglia.
Storia di Tuscania: i momenti salienti
I momenti salienti nella storia di Tuscania sono ancora molti: ricordiamo nel 1494 il passaggio delle truppe di Carlo VIII legato alla leggenda della Madonna della Rosa che salvò la città dai colpi di cannone dell’imperatore nemico. La leggenda non è documentata, anche perché l’imperatore non arrivò personalmente a Tuscania. Vi arrivarono invece le truppe di Matteo di Botheau, conosciuto con il nome di Gran Bastardo, capo della retroguardia dell’esercito francese che, non trovando alloggio e vettovaglie per i suoi soldati, attaccò i tuscanesi e ne trucidò circa 800, prima di scappare verso la Francia.
Con questa pagina amara si chiude per Tuscania, come per l’Italia tutta, il Medio Evo, ed inizierà una rapida ripresa che arricchirà la nostra città ed il terziere di Poggio Fiorentino di altri palazzi e di nuova storia.
La Storia di Tuscania è ricca e complessa, attraversata da periodi storici e civiltà che l’hanno resa una città importante e ricca di testimonianze giunte fino a noi.
Tuscania è una cittadina situata su un piccolo rilievo lungo la riva destra del fiume Marta, emissario del lago di Bolsena. Tale collina fu scelta dagli Etruschi proprio perché era ricca di sorgenti, protetta dai dirupi scavati nel corso di millenni dallo scorrere del fiume e dei torrenti che lo contornano: Marta, Maschiolo, Capecchio, 7 Cannelle, Fossaccio. Quasi il colle fosse un piccolo sole, e le acque i suoi raggi.
I reperti che impreziosiscono il nostro Museo Archeologico Nazionale ricordano che Tuscania fu un’importante città interna, e i corredi rinvenuti nelle numerose tombe testimoniano il benessere delle sue famiglie aristocratiche. L’abitato attuale è di aspetto medievale, con una cinta muraria completa e restaurata con le sue merlature ghibelline, con le sue torri di difesa e le sue porte.
Storia di Tuscania: la dominazione romana
Con la dominazione romana le città etrusche cominciarono a decadere, ma Tuscania, attraversata dalla Via Clodia, riuscì comunque ad espandersi. Questa via consolare, giunta sotto le mura, si ripartiva in due diramazioni: una proseguiva attraverso l’Etruria e l’altra tagliava a metà il colle della Civita. Il successivo sviluppo urbanistico apportò un ampliamento della cinta muraria della città, che da allora non comprese più soltanto la Civita, ma anche il Colle di Rivellino e di Poggio Fiorentino.
Storia di Tuscania: le invasioni barbariche e i longobardi
Durante le invasioni barbariche Tuscania subì danni e devastazioni e con la calata dei longobardi entrò a far parte del Ducato di Spoleto. Liberata, tornò allo Stato della Chiesa. Pur essendo al centro della diocesi, la sua vita agricola prendeva le direttive dalla Abbazia di San Salvatore e da quella di Tolfa.
Tra il X e l’XI sec. la città vive momenti di disordine: subisce i contraccolpi della “lotte per le investiture” ed è continuamente in bilico tra la dominazione della Chiesa e quella dell’Impero. Nel 1081 è assediata dalle truppe di Enrico IV.
Storia di Tuscania: la ripresa del commercio
A partire dalla seconda metà dell’XI sec. le condizioni di vita migliorarono per tutti: il commercio riprese vigore e nacque una nuova classe sociale, la borghesia, composta da artigiani e facoltosi commercianti. Anche la vita politica subì notevoli cambiamenti e nacquero i Comuni, protetti inizialmente dal vescovo-conte, poi sempre più autonomi.
Tuscania non aveva allora una classe borghese attiva e la sua economia era prevalentemente agricola. La Via Clodia perse d’importanza a vantaggio della via Cassia, il cui percorso favoriva il castello di Viterbo. Infatti è in questo secolo (1095) che Viterbo assumendo sempre maggiore rilevanza, diventa Comune.
Storia di Tuscania: espansione territoriale e assetto urbanistico
Ancora nel IX sec. Tuscania aveva lo stesso aspetto che aveva in epoca romana: era difesa da alte rupi e dalla valle del fiume Marta, ma a Nord a difenderla c’era soltanto Riuscello, sovrastato dai tre colli di Montascide, San Pellegrino e Cavaglione. Attorno al mille i tuscaniesi, per difendersi, dovettero costruire attorno ai tre colli le mura e tre castelli, per prevenire gli attacchi da Nord. Per qualche tempo non vi furono costruite case, ma più tardi cominciarono a sorgere le abitazioni e le chiese, e Tuscania raggiunse la sua massima estensione.
Nel XIII sec. la città era divisa in quattro quartieri: la Civita, i Castelli, Poggio Fiorentino e Valle. Vi erano sette porte delle quali sono rimaste solo due: quella di Montascide è rimasta l’unica originale. Ogni quartiere era diviso in contrade ed il comune, governato da un podestà, vantava complessivamente circa 5000 abitanti.
Il 2 Marzo 1240 Federico Il entrò personalmente a Tuscania dove le forze Ghibelline avevano preso il sopravvento. Nell’assedio a Viterbo fu aiutato da Tuscania stessa, e l’Imperatore, come riconoscimento, gli confermò l’uso del porto delle Murelle a Montalto.
E’ in questo secolo che il nome di Toscanella viene attribuito alla città, non in senso dispregiativo e neppure per l’esiguità del territorio, che allora era piuttosto vasto, ma forse proprio per distinguerla dalla Toscana, con cui il nome veniva confuso. Solo il dodici Settembre 1911 Vittorio Emanuele III dopo le insistenti richieste dell’amministrazione, le ridiede la denominazione attuale.
Storia di Tuscania: la sottomissione al Campidoglio
Nel 1300 Tuscania venne sottomessa dal Campidoglio e Roma inviò un rappresentante che aveva il compito di amministrare la città. Lo stemma del comune a croce bianca in campo amaranto insieme a quello di Roma “S.P.Q.R” si può ancora ammirare alle Sette Cannelle. Campanari: “la grande fonte del Butinale (la dissero delle sette Cannelle) ristorata in quei tempi (1300) …siccome a rimostranza del signoreggio che qui Roma teneva, accoppiati con gli antichi stemmi de Toscanesi vedi improntata delle superbe note S.P.Q.R….”
Nella prima metà del XIV sec. Tuscania, perduta la sua libertà comunale, ebbe anche un assetto urbanistico diverso da quello dei secoli precedenti: dai quattro primitivi quartieri è passata a tre terzieri. La cinta muraria risultava infatti troppo grande per essere difesa dalla popolazione, calata demograficamente (era arrivata a contare solo 3000 abitanti). Il quartiere della Civita era stato abbandonato, nonostante gli statuti prevedessero l’immunità fiscale per coloro che lo abitassero. Venne allora deciso di tagliarlo fuori dal perimetro della città, insieme a due ampie parti di quello di Valle, riducendo così la cinta muraria. La parte di mura che oggi prende il nome di Murrotto, venne distrutta e per ricongiungere le altre due si costruì una nuova cinta che racchiudeva il palazzo Comunale del Rivellino ed il convento di San Francesco. E’ questa la fortificazione che si ammira ancora oggi.
In Italia intanto si stava attuando il passaggio dal comune alla Signoria. Per Tuscania era comunque un periodo di decadenza, a cui concorsero i frequenti cambiamenti di governo, pestilenze, carestie e le innumerevoli lotte interne. Continue erano anche le incursioni dei capitani di ventura, condottieri che assumevano sotto il loro comando una serie di persone atte alle armi che, stipendiate, si mettevano al servizio del miglior offerente. Gli stessi cittadini pagavano volentieri una tassa pur di essere esonerati dal servizio militare. In questo periodo emerse un capitano di ventura: Angelo Broglio detto il Tartaglia.
Storia di Tuscania: i momenti salienti
I momenti salienti nella storia di Tuscania sono ancora molti: ricordiamo nel 1494 il passaggio delle truppe di Carlo VIII legato alla leggenda della Madonna della Rosa che salvò la città dai colpi di cannone dell’imperatore nemico. La leggenda non è documentata, anche perché l’imperatore non arrivò personalmente a Tuscania. Vi arrivarono invece le truppe di Matteo di Botheau, conosciuto con il nome di Gran Bastardo, capo della retroguardia dell’esercito francese che, non trovando alloggio e vettovaglie per i suoi soldati, attaccò i tuscanesi e ne trucidò circa 800, prima di scappare verso la Francia.
Con questa pagina amara si chiude per Tuscania, come per l’Italia tutta, il Medio Evo, ed inizierà una rapida ripresa che arricchirà la nostra città ed il terziere di Poggio Fiorentino di altri palazzi e di nuova storia.
Archeocreando 2004 Tuscania : guida storico-turistica, a cura di Archeoclub di Tuscania (Viterbo: Grazini & Mecarini snc, 2004)