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Basilica di Santa Maria Maggiore

La Basilica di Santa Maria Maggiore è un meraviglioso esempio di romanico, caratterizzato da influssi lombardi, toscani, umbri, e anche d’oltralpe.

È considerata la prima cattedrale dell’antica diocesi di Tuscania, anche se risulta citata per la prima volta nel IX sec.

Sorge fuori dell’attuale centro urbano, in un’area anticamente abitata: nei pressi della Via Clodia e su resti di terme romane.

Le murature testimoniano i tanti rimaneggiamenti, anche successivi alla consacrazione avvenuta nel corso del XIII sec.

Ha conosciuto momenti di grande prestigio ma anche di abbandono e di degrado a cui sono seguiti interventi di restauro che ne hanno permesso la conservazione dello stile originario.

Basilica di Santa Maria Maggiore: la facciata

Come l’intero edificio, la facciata è realizzata nel tufo locale con decorazioni scultoree in nenfro, in marmo bianco e in travertino, a riprodurre colonnine, cornici, fiori, foglie, tralci, grifi, leoni, santi e simboli evangelici.

Il visitatore è facilmente conquistato dalla ricchezza, dalla disomogeneità e dall’asimmetria degli elementi decorativi e dal loro intenso espressionismo. Pregevoli gli ornamenti scultorei dei tre portali e l’imponente rosone.

Caratterizza la costruzione una massiccia torre campanaria che fronteggia la facciata.

Basilica di Santa Maria Maggiore: l’interno

L’interno della basilica, di predominante carattere romanico nelle tre navate scandite da colonne ed archi a tutto sesto, è ricco di arredi marmorei, dipinti, frammenti architettonici di riuso e insoliti capitelli, che vanno dall’età antica al XVII secolo.

Testimonianze di una religiosità viva e autentica sono il fonte battesimale ottagonale nella navata destra, il ciborio con una rara iconografia dell’Incarnazione, il pulpito composito, l’altare per il culto delle reliquie e, vero capolavoro di scuola giottesca, il Giudizio universale, dove il celebre Cacanime strazia le anime dannate.