Skip to content Skip to footer

Area Archeologica della Necropoli Madonna dell’Olivo

L’area archeologica della Necropoli di Madonna dell’Olivo trae il proprio nome dalla chiesa omonima posta all’ingresso del sito e risalente, nelle sue forme attuali, al XVI secolo.

La necropoli etrusca è strutturata su tre gradoni prospicienti il corso del fiume Marta, a breve distanza dal centro cittadino, ed è stata utilizzata tra la seconda metà del V secolo a.C. e il I secolo d.C.

La necropoli è stata indagata archeologicamente a partire dal 1967 e ospita le tombe della famiglia aristocratica etrusca dei Curunas, il cui complesso di sarcofagi in nenfro e il cui corredo funerario sono esposti presso il Museo Archeologico Nazionale di Tuscania.

All’interno del sito archeologico è situata anche la famosa Grotta della Regina, il cui utilizzo è tuttora dibattuto.

Grotta della Regina

La Grotta della Regina è situata all’interno dell’area archeologica della Necropoli di Madonna dell’Olivo. Conosciuta sin dagli inizi del XVIII secolo da una serie di testimonianze storiche, trae il suo nome da un’immagine, oggi non più visibile, raffigurante una donna coronata, che secondo la tradizione ottocentesca attribuibile a Secondiano Campanari, sarebbe stata dipinta su una delle pareti della grotta. 

Dall’uso e dalla cronologia ancora dubbi, si compone di una camera centrale raggiungibile attraverso un lungo dromos (corridoio) di accesso, e da una serie di cunicoli scavati nel tufo su tre livelli, che la rendono unica nel suo genere nel mondo etrusco.

Tombe Curunas

Il gradone inferiore della Necropoli di Madonna dell’Olivo ospita le tre tombe a camera appartenute alla famiglia aristocratica etrusca dei Curunas, una tra le gentes più influenti dell’età ellenistica tuscanese. 

Scavate tra il 1969 e il 1970, le tombe Curunas hanno rivelato tutta la ricchezza dei loro defunti, costituita da un nutrito complesso di sarcofagi in nenfro e da un corredo funerario composto da reperti in bronzo, ceramiche decorate e reperti di notevole pregio, oggi conservati presso il Museo Archeologico Nazionale di Tuscania.